Troj dei Capitei : l’intero percorso

Dopo aver censito tutti i Capitelli presenti sul nostro Territorio, proveremo ora, con questo articolo, a suggerirne la scoperta tramite un percorso ad anello, che li connetta insieme con una piacevole escursione. Facile in tutte le stagioni, e per la quale è opportuno programmare un tempo di circa circa due ore e mezzo.

E non abbiamo pensato necessariamente solo ai ‘turisti’ che vogliano scoprire questo Territorio, ma anche (soprattutto) ai ‘locali’ che sembrano –  spesso – averne dimenticato luoghi e caratteristiche.

Partendo dall’area sosta camper posta ad ovest del paese, contigua al campo sportivo, seguendo le specifiche segnaletiche, ci dirigiamo a destra verso il centro di Facen.

Appena si arriva nella piazzetta, si svolta a destra, percorrendo via Mortis in discesa fino alla frazione Col, da cui – svoltando a sinistra – dopo circa 300 metri si arriva all’incrocio con la comunale proveniente da Pedavena, dove si trova il primo capitello : il Capitello di Facen.

Di fatto, con queste poche centinaia di metri, si ha avuto maniera di conoscere la parte sud del paese, che regala scorci inusuali sul paese stesso e sulla Chiesa posta sulla sua parte sommitale.

Da qui si prosegue a sinistra risalendo verso Facen, dove dopo altri 300 metri circa ed aver superato sulla sinistra Villa Marsiai con la sua chiesetta, si arriva giusto in cima alla salita su un trivio, ove – svoltando alla destra del quale e risalendo verso la Chiesa Parrocchiale – proprio ai piedi della sua scalinata di accesso si trova il secondo capitello: il Capitello della Chiesa.

Ora, tornando indietro fino al trivio, proseguendo diritti si torna alla piazza di Facen dove, sulla casa a destra della stessa piazzetta, si ritrova un’edicola che sicuramente  già si era notata prima di imboccare via  Mortis, che nella nostra sequenza diventa il terzo capitello : il Capitello della Piazza.

A questo punto si prosegue a destra su via Anconetta, seguendo le frecce gialle riportanti l’indicazione ‘Troj dei Capitei’.

Alcuni tratti di questo percorso coincidono per altro con il sentiero che porta alla Chiesetta di S. Susanna, di cui quello che si sta percorrendo rappresenta proprio il primo tratto, che ci porta dopo meno di un chilometro al quarto capitello: il Capitello de ‘Bastian Manoli’.

Fino a qui il panorama è sempre stato aperto sulla vallata, ma ora, proseguendo a destra e seguendo la specifica segnaletica, si sale di quota entrando nel bosco su strada sterrata.

Percorso quasi un altro chilometro, dopo aver superato sulla sinistra una splendida fontana di epoca fascista, si arriva in prossimità di un gruppo di case, dove troviamo il quinto capitello: il Capitello dei SS. Tiburzio e Susanna.

Questi ultimi due capitelli sono stati restaurati a metà degli anni novanta per opera della locale Comunità di Villa San Francesco, che con ciò ha voluto lasciare un suo tangibile ricordo e testimonianza al Territorio di Facen. 

Continuando a salire sulla strada di sinistra, senza perdere un ulteriore scorcio sulla Vallata Feltrina prima di rituffarsi nel bosco,  sempre rassicurati dalle specifiche segnaletiche, dopo una cinquantina di metri, si svolta a destra imboccando la vecchia strada (perduta) di ‘Canaj’ riaperta al transito escursionistico, sempre dai locali volontari, appena da pochi mesi.

Camminando per una decina di minuti, seguendo il corso del torrente Miera, si trova sulla sinistra il sesto capitello: il Capitello de la Val o de Canaj.

Pochi metri oltre, si incrocia una strada sterrata che si imboca svoltando a sinistra e, dopo una cinquantina di metri, girando a destra e seguendo l’indicazione della tabella specifica, ritorniamo sul sentiero di S. Susanna, che si segue fino all‘omonima chiesetta.

E’ infatti proprio sotto la stessa che è stato costruito il settimo capitello: il Capitello di S. Susanna.

Qui una sosta è d’obbligo sia per la spiritualità del luogo che per il panorama di cui si può godere sull’intera vallata.

Ora, sempre seguendo le specifiche indicazioni, si continua a seguire il sentiero pianeggiante che prosegue verso ovest, appena sotto la chiesetta.

Seguendone le sue indicazioni, dopo aver attraversato in piano un prato sotto due ‘casere’, si inizia a scendere di quota in mezzo al bosco, scoprendo ancora qua e là delle vecchie ‘casere’, purtroppo ormai in disuso nonostante la  straordinaria posizione e relativamente facile accessibilità.

Dopo aver disceso questo intrigante sentiero per circa una mezz’ora, si incrocia un altro sentiero da poco riaperto e denominato ‘Troj de le Manere’, che si seguirà verso destra fino alla località Fiere Alte.

Qui giunti, svoltando a sinistra e seguendo l’indicazione per Facen sulla antica strada che lo raggiungeva, si scende per cinque minuti prima di incrociare sulla sinistra l’ottavo manufatto censito, il Capitello de Fiere.

Da qui si continua a scendere e, dopo aver percorso altri duecento metri, si trova il nono capitello, il Capitello de ‘Toni Cich’ o de ‘Spigolin’.

E’ quello, tra quelli censiti, in condizioni peggiori,  in parte demolito dallo smottamento del terreno a monte dello stesso.

Un incrocio importante, quello su cui è situato, fra l’antica strada che da Facen portava alla frazione di Fiere ed uno dei più trafficati sentieri (Troj de le Musse) che consentivano l’accesso ai prati, pascoli e boschi sui versanti a Nord del paese e l’abitato di Venezia Secca immeditamente a Sud. Ubicato, tra l’altro, proprio poco sotto i ruderi della vecchia abitazione dei ‘Spigolin’, l’unica a Facen dotata all’epoca di un forno per il pane.

Si continua quindi a scendere lungo questa vecchia carrareccia, dove – dopo qualche centinaio di metri sulla nostra sinistra, poco sotto il livello stradale – è possibile vedere ciò che rimane di una vecchia ‘speloncia, ovvero  un antro sotterraneo dove si conservava il latte e il formaggio quando ancora non esistevano i frigoriferi.

Proseguendo nella discesa, si ritrova uno dei primi manufatti già visti salendo, un altro esempio di fontana d’epoca fascista alimentata dall’acquedotto del ‘Troj de le Manere’, che passa interrato sotto il tracciato dell’omonimo percorso.

Qui, ritornati al ‘Capitel de Bastian Manoli’, non resta che seguire a ritroso la strada asfaltata che riconduce all’abitato di Facen e, svoltando poi a destra, al nostro punto di partenza.

Non si è contemplato, nella proposta di questo percorso ad anello, l’ultimo Capitello: il Capitello del Canalet. 

Questo solo perché al momento, pur ritrovandolo a fianco della strada che collega Pedavena ad Arten, passando per Travagola, non sono ancora stati ripuliti, e quindi riaperti, quei vecchi camminamenti in mezzo alla natura che ne permettevano il raggiungimento in passato, lungo percorsi straordinari per l‘interesse paesaggistico e le evidenze rurali presenti, opera questa che verrà eseguita prossimamente e che troverà adeguato risalto ed indicazioni su questo Sito.

 LA MAPPA

 

Diego P./A.Chs
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