Fontane di Facen : la Fontana di ‘Toni Cich’

Continuiamo nella nostra indagine per riscoprire le singole Fontane alimentate dall’acquedotto del Troj delle Manere.

E quella che consideriamo in questo articolo è certamente una delle più sconosciute oltre che – probabilmente – quella realizzata ad altitudine più elevata, ad immediato ridosso del tubo dell’acquedotto stesso.

La sua marginalizzazione l’ha certamente penalizzata, complice l’abbandono del luogo e la totale rovina del nucleo abitato (appunto da ‘Toni Cich’) che la stessa andava a servire.

Un posto molto conosciuto e frequentato, all’epoca, per essere sede di un forno per il pane, che abbiamo menzione essere stato utilizzato e meta di approvvigionamento anche da persone ancora ben presenti a Facen.

Personalmente, rammento bene la casa – seppur già non più abitata ma ancora integra col suo forno – almeno fino ai primi anni del 1980.

Poi, oltre agli effetti dell’abbandono, anche eventi naturali ne hanno contribuito alla distruzione, rovinando sull’intero grande stabile molti alti alberi divelti dalle periodiche trombe d’aria.

E così, fontana ed abitazione prospiciente ne sono rimaste sepolte fino a pochi mesi fa, quando alcuni nuovi proprietari hanno provveduto ad una manutenzione del bosco che vi è nato ed a ‘disseppellire’ almeno  quello che è rimasto della fontana e delle sue adiacenze.

Ora, la riapertura come sentiero del Troj delle Manere e la sua tabellazione, ha riportato in luce almeno la fontana, ché della casa di Toni Cich ormai si possono intravvedervi – almeno ora con la vegetazione priva di foglie – solo gli imponenti ruderi ed l‘antico pozzo, unica fonte d’acqua del nucleo abitato prima della realizzazione della fontana stessa.

Luogo che certamente doveva essere come uno straordinario giardino, visti tutti i muretti di delimitazione dei fondi e di terrazzamento che caratterizzano l’intero versante, a monte ed a valle del sito.

Un altro sentiero conduceva a questa località direttamente dall’antica strada comunale che congiungeva Facen a Fiere Alte, dipartendosi da un incrocio su cui sorgeva (e vi è appena rovinato) un importante Capitello, detto anch’esso di Toni Cich, di cui qui parleremo prossimamente. Questo sentiero, ora totalmente invaso da rovi, consente comunque una straordinaria ‘lettura’ dell’assetto dei fondi e di come gli stessi ed il Territorio complessivo dovevano essere curati.

La Fontana, pur riemergendo dai tronchi che l’avevano sommersa e nascosta, mantiene comunque ancora una sua dignità e potrebbe, certamente, essere meglio ripulita e – perchè no – ancora collegata alla sua alimentazione d’acqua.

Idea questa che continua a frullarci in mente, consapevoli che – con un pulsante ‘a chiamata’ e ripristino del puro collegamento alle derivazioni esistenti – molte di queste fontane potrebbero riassurgere al ruolo per cui le stesse furono costruite, ora con obiettivo di supporto agli escursionisti che possano ripercorre i percorsi già ora tabellati e prossimamente estesi e completati.

Certamente vi saranno aspetti tecnici da approfondire, anche per proteggere in inverno le connessioni stesse. Ma nulla di così impossibile da fare, a nostro parere.

La Fontana di Toni Cich, inoltre, è prossima al Vascone d’arrivo dell’Acquedotto del Troj delle Manere stesso, tappa dell’omonimo percorso e di grande interesse storico ed architettonico per l’opera in sè, testimoniato dalla lapide commemorativa che vi è murata, ancora perfettamente intatta e che da sola merita una specifica visita.

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A.Chs
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